Domenica 19 luglio si è svolto al Colle della Croce il tradizionale incontro fraterno tra gli italiani,
per la maggior parte valdesi, saliti dalla val Pellice e i protestanti francesi del Queyras.
Una bella domenica di sole, la fatica che ti porta in quota, l’aria fresca e a tratti pungente che ti
sferza il volto. Sono gli ingredienti della camminata che ha portato circa 160 persone al confine
tra Francia e Italia a 2300 m di altezza circa.
Tra i partecipanti anche un gruppo di 25 giovani che hanno raggiunto la conca del Pra’ sabato
18 luglio nel tardo pomeriggio accompagnati dall’Animazione Giovanile: dopo la cena al rifugio
Jervis, che ha fornito anche la struttura del bivacco per la notte, hanno passato la serata
insieme giocando per poi ripartire a piedi il mattino dopo e raggiungere il colle con una
camminata di un’ora e mezza circa.
La liturgia del culto, celebrato alle ore 11 con Santa Cena, è stata curata dai fratelli e dalle
sorelle francesi sotto la guida del pastore Christophe Jacon; il pastore valdese Francesco
Sciotto si è invece occupato della predicazione sul testo tratto dal Vangelo di Matteo (25, 14-30).
Dio ci affida i suoi talenti (la Sua Parola, il Suo messaggio, i Suoi doni) affinché noi li sappiamo
far fruttare, valorizzare, moltiplicare senza farci vincere dalla paura che ci spingerebbe a
nasconderli e perderli.
Il canto e la musica hanno avuto un ruolo essenziale, grazie alla presenza dei trombettieri della
val Pellice: inni condivisi, riprodotti come il resto della celebrazione su fogli che i/le giovani
hanno distribuito, cantati in italiano e in francese in simultanea con una coralità tutta particolare.
Dopo il culto c’è stato tempo per ripercorrere la storia della croce, o per meglio dire delle croci,
che lo spazio della Rencontre ha ospitato sino ad oggi.
La prima, in legno, portava inciso il versetto biblico bilingue “Affinché siano tutti uno” – “Afin qu’il
soient tous un” (Giovanni 17,11).
La seconda, sempre in legno, fu posizionata nel 1975 e riportava la scritta “Lux lucet in
tenebris”.
L’ultima, in metallo, eretta nel 1981 riporta in greco antico il versetto della prima croce.
A giudicare dallo stato della croce attuale, non proprio ottimale, si potrebbe pensare di avviare
un progetto di collaborazione sui due versanti che consenta di posizionarne una nuova.
Insomma, spunti per gli anni a venire…
Dopo il picnic, valzer di colori sull’erba verde brillante del colle, il pastore Jacon ha intrattenuto il
pubblico con un racconto affascinante sui rapporti tra le nostre valli e le Cévennes: i contatti
degli ugonotti francesi con i valdesi durante il Glorioso Rimpatrio, il coinvolgimento e lo scambio
di idee, le peculiarità dei camisards cévenols, somiglianze e differenze…
Al termine c’era spazio solo per i saluti e gli abbracci, per imboccare più o meno rapidamente da
una parte e dall’altra il sentiero del ritorno fino alla prossima Rencontre che da sempre vuol
essere un’esperienza fraterna in un luogo di frontiera.
Anna Carle – CED I distretto